È un brano del libro: “La danza dello sciamano” di Alfio Giuffrida 
Si trova in libreria oppure on line: 
http://www.booksprintedizioni.it/libro/romanzo/la-danza-dello-sciamano
I libri di Alfio Giuffrida fanno parte del filone letterario  VERISMO INTERATTIVO, in cui il lettore può diventare “Protagonista” del romanzo commentando le discussioni aperte nel FORUM di questo sito sui vari argomenti di attualità inseriti nel testo.

Lo sciamano era un vecchio con la barba bianca, parlava correttamente il francese e si vedeva che era un uomo colto e saggio. Guardò Laura con attenzione e subito si mostrò preoccupato, «Non c’è un minuto da perdere»,

disse, «aiutami a portarla in casa, dovremo iniziare una seduta il più presto possibile.» 
La sollevarono di peso e la potarono in casa. La stanza era tappezzata di tuniche unte e di amuleti. La sdraiarono su un piccolo divano di vimini vecchio e traballante. Il vecchio le slacciò un paio di bottoni della camicetta, le aprì la bocca a forza e la bloccò con un pezzetto di legno. 
Fece cenno ad Alex di sedersi su una poltroncina che era li a fianco. Da buon militare, lui obbedì immediatamente, ma si appoggiò appena alla sedia, pronto a scattare qualora ci fosse stato il minimo bisogno. 
Seguiva con trepidazione le mosse del russo, avrebbe voluto implorarlo di salvarla, ma vedeva che egli era risoluto nei movimenti, evidentemente sapeva bene ciò che doveva fare. 
Prese una boccettina piccola che conteneva un siero, ne versò poche gocce sulla lingua di Laura, poi invocò a gran voce gli spiriti affinché facessero assorbire la medicina alla indemoniata. 
Si mise addosso un pesante costume, fatto di pelli di renna, con piume di uccello nelle cuciture, ornato di monili e campanellini, indossò poi un cappello, delle particolari calzature e prese in mano un bastone. 
Cominciò, un ballo tribale invocando sempre gli spiriti affinché uscissero dal corpo della ragazza. Lei si dimenava e sudava ancora più forte, ma lo sciamano vide che le sue invocazioni non erano efficaci, evidentemente il male che aveva dentro era più forte di quanto lui avesse pensato. 

 Alex era frastornato ed anche un po’ deluso. Tutta qui la cura dello sciamano? A parte le poche gocce di medicinale che le aveva versato sulla lingua, il suo intervento consisteva semplicemente in una specie di danza? 
Il vecchio si fermò un attimo e chiese ad Alex il punto esatto dove era stata morsa. Quindi prese un unguento e lo strofinò su quel dito e sul collo della ragazza, poi ricominciò la sua danza ad un ritmo indemoniato, ma non accadde ancora nulla. 
Dalla sua pelle le gocce di sudore cadevano copiose sul pavimento formando delle piccole pozze. Lo sciamano si aspettava che uscisse qualcosa dalla bocca della ragazza ed invece ciò non accadeva. 
La guardò in viso con attenzione, percepiva in lei qualcosa sia di strano che di familiare, ma non capiva cosa fosse. Sentiva che la stava perdendo, capiva che quella ragazza aveva qualcosa di sciamanico anche lei, qualcosa che era più forte di lui. 
«Forse questa ragazza, in effetti è un “Energizzatore”», pensò il vecchio tra se e se, cercando di ricordare i discorsi dei saggi, che parlavano di diversi modi del manifestarsi dello sciamanesimo. 
«Forse in lei si nasconde quello spirito ribelle, che è sempre negato e ignorato nelle nostre anime? Potrebbe essere lei la Passione, normalmente repressa e sperimentata dai più solo come sesso, piuttosto che come Passione o gioia di vivere?» 
Ma non c’era tempo di ragionare sulle varie tesi su cui si basava la sua occulta disciplina. Attorno a lui non c’erano i suoi Avi, ……