Nell’intreccio vengono definiti i Capitoli e, per ciascuno di essi, il protagonista e il titolo del capitolo. La Fabula viene divisa in quattro conflitti, tanti quanti sono i protagonisti, ognuno dei quali ha un suo singolo percorso, ma alla fine si uniscono in una storia unica.

Si abbozzano le singole scene (in neretto) che servono da riferimento per la successiva compilazione della trama. Ogni scena rappresenta un tassello, inserito in una posizione tale da anticipare un aggravamento di un problema o una sua possibile soluzione.

 

Nel romanzo, la storia si svolge in tre giornate: la notte della vigilia di Natale 1997, il giorno di Natale e la notte di Capodanno.

La vigilia di Natale i 3 protagonisti Dolores, Estella ed Alex introducono i problemi che si sono verificati in quel terribile anno, alternando la narrazione dei fatti (in 3° persona) alle proprie sensazioni (in 1° persona). Il quarto protagonista, Etienne, è già morto. Lui racconta il conflitto della sua vita, nel giorno della sua morte, narra solo i fatti (sempre in 3° persona), che sono accaduti a se e agli altri personaggi del dramma. Scopre come sia l’Ipocrisia a governare il modo, mentre gli uomini sono solo dei burattini nelle mani del Signore e pone fine alla sua vita scellerata, convertendosi alla riflessione.

Il giorno di Natale Dolores ha già deciso quale sarà la sua nuova vita, mentre Estella ed Alex iniziano il Cammino della Speranza.

La notte di Capodanno avviene il “miracolo”. Dolores vede in sogno ciò che è accaduto ad Estella e decide il giorno e il luogo in cui i suoi amici si sposeranno. Alex ed Estella hanno inizialmente il presentimento della svolta del destino, che presto si rivela come un nuovo dramma ma, appena passata la mezzanotte accade l’imprevisto: la Speranza ha fatto il suo miracolo.

 

Dopo aver scritto l’intreccio mi è venuto il dubbio sul titolo del romanzo, forse sarebbe meglio: “Vite parallele!”. Cosa mi consigliate?

 

Premessa 

Cap. 1 – Dolores. La prima notte a Santiago

Cap. 2 – Etienne si prepara ad andare a Santiago

Cap. 3 - A Pamplona Estella ed Alex iniziano il Cammino 

Cap. 4 - Poi fu Alex a prendere la parola durante il rito della Nochebuena

Cap. 5 - Dolores è sola nella sua cella, ricorda Roberto 

Cap. 6 - Etienne ha già preparato la valigia per Santiago  

Cap. 7 - Alex ha iniziato il Cammino con Estella. 

Cap. 8 - Estella si sveglia ed Alex le da la bella notizia  

Cap. 9 - Dolores sogna che Estella ha avuto una brutta caduta 

Cap. 10 - Alex abbraccia Estella e, finalmente, sono felici perchè quel figlio 

Cap. 11 - Poi è Estella a continuare il racconto

Cap. 12 - A Parigi Etienne era rimasto da solo,  

Cap. 13 - Il giorno dopo Estella stava già bene.

 

Premessa

Cap 1. - Dolores - La prima notte a Santiago. 

Le sensazioni di una novizia - Vigilia di Natale 1997. Dolores è a Santiago de Compostela, perchè ha scelto di prendere i voti e farsi monaca. In convento l’ambiente è sereno, ma è solo pace oppure in quel mondo perfetto c’è anche tanta Ipocrisia?

Il ricordo di una infanzia combattuta. Appena è sola nella sua cella, pensa alla sua infanzia, a Cotacachi, un paesino di provincia, da cui lei voleva evadere. Estella, la sua migliore amica, era andata a vivere a Quito, dove la vita era più movimentata e subito si era fidanzata con un ragazzo che le invidiavano tutte, compresa Dolores.

Il Fato prima la illude poi la distrugge. Poi anche lei aveva conosciuto Julien e un paio di mesi dopo lui aveva un impiego sicuro che avrebbe permesso loro di sposarsi. Ma i Tupamaros assaltarono l’ambasciata a Lima e Julien era uno degli ostaggi. Alex ed Estella andavano spesso a trovarla a Lima ed Estella, per compassione verso l’amica, li lasciava anche da soli.

Il sentimento prevale sul dramma. Alex non sospettava che Dolores fosse segretamente innamorata di lui. In un momento di sconforto, lei lo baciò. Lui rimase turbato, ma sapeva di amare solo Estella. Dopo un paio di giorni ritornò per dirle addio, ma al momento del commiato, si amarono.

Il destino colpisce quando meno te lo aspetti. Subito dopo erano entrambi pentiti del loro gesto, ma quando si salutarono con un bacio di addio, non si accorsero che gli ostaggi erano stati liberati, Julien, li sorprese, si schiantò contro un muro, morendo davanti ai loro occhi increduli.

Il dolore può oscurare la mente. Rimasero sconvolti da quella visione e non riuscirono a confessare il loro segreto, che era stato la causa di quell’incidente.

 

Cap. 2. – Etienne - Etienne si prepara ad andare a Santiago  

La vita a Parigi. Etienne abitava in rue de la Huchette, un quartiere molto movimentato, dove fino a pochi mesi prima lui era un play boy dedito solo alle donne e ai soldi.

La realtà e il dramma. La morte del figlio cambiò profondamente il suo carattere. Quando Evita, la moglie separata da anni, gli comunicò la morte del figlio, lui partì subito per Lima con il suo aereo personale.

La ricchezza azzera i problemi. Li c’erano dei problemi per il rilascio della salma di Julien, ma lui li risolse con un paio di telefonate a degli amici importanti, poi invitò tutti i parenti a Parigi per i funerali.

Il resoconto della sregolatezza. Sull’aereo parlò con Evita dell’infanzia di Julien, del loro incontro quando lei era una ragazza in cerca di fortuna, della passione che il bambino aveva per Jim Morrison, della sua fuga in Ecuador.

L’irreversibilità del declino. Lei gli raccontò il suo triste e irreversibile declino, mentre Julien era vissuto con i nonni e si era adeguato alla vita di provincia.

La resa dei conti. Lui si rese conto che aveva disatteso i suoi doveri verso Julien, che invece aveva sofferto a causa sua. Arrivarono a Parigi e Julien venne sepolto accanto a Jim Morrison.

La solitudine dei ricchi. Etienne ritornò a casa, ma lo martellava il pensiero di quell’incidente: cosa aveva potuto distrarre Julien, per aver fatto un incidente così banale? 

 

Cap. 3 – Estella - A Pamplona Estella ed Alex iniziano il Cammino   

A Pamplona è il giorno della vigilia. Era la vigilia di Natale, Pamplona era raccolta in un’aria di attesa, loro avevano scelto una trattoria alla buona, dove si celebrava la Nochebuena. Alla mezzanotte i commensali raccontavano i loro problemi sotto forma di “villancicos”.

L’infanzia di Estella. Estella raccontò di due ragazze, che avevano vissuto l’infanzia sempre assieme e pensavano di poter vivere “vite parallele”.  Poi lei era andata a vivere in città e aveva conosciuto un ragazzo che le voleva bene. Tuttavia passava tutti i fine settimana con l’amica, con cui condivideva tutte le sue gioie ed esperienze.

Le insidie silenziose. Ma Dolores era segretamente innamorata di Alex, che era un meteorologo.

Il Fato si incarna nel Niño.  Il nonno stava sempre con loro e raccontava del Niño e in particolare di quello del 1940, quando lui era giovane e la sua famiglia dovette ritornare in Spagna perchè il padre aveva perso la barca e il lavoro. Dopo qualche anno fecero il Cammino e la  fortuna tornò .

Il Cammino era la Speranza. Le ragazze ed Alex, sentendo sempre parlare del Cammino, avevano il desiderio di farlo anche loro, sempre assieme come ogni cosa. Anche Julien aveva voglia di fare il Cammino, per conoscere l’Europa dove era nato.

Il veleno sottile del sospetto. Ma quella ragazza  l’aveva tradita, anche se era stata proprio lei a lasciarli da soli. E poi si era salvata a stento da una irruzione dei Tupamaros, che cercavano un accendino contenente un microfilm con importanti informazioni sui giorni del sequestro. Perchè Alex non le aveva detto nulla di quell’accendino, forse era immischiato con i terroristi?

Vendetta o perdono? E infine il destino si era fatto veramente crudele. Quel tradimento, pur se effettivamente, era durato un solo giorno, aveva lasciato il segno per l’eternità.

 

Cap. 4 – Alex - Il viaggio a Roma e a Parigi   

Il trauma di Alex. Poi fu Alex a prendere la parola durante il rito della Nochebuena. Lui raccontò come il trauma per la morte di Julien avesse sconvolto la sua vita e il suo rapporto con Estella. Eppure lui sentiva di amare solo lei, ma, a volte, il destino è crudele. Si era rifugiato nel lavoro, nello studio del Niño.

Le conferenze. Quegli studi avevano dato una svolta alla sua carriera, era entrato nel mondo dorato delle conferenze. Doveva partire per l’Italia e fare una presentazione a Roma, voleva che Estella venisse con lui, ma lei si rifiutava.

La prova d’amore. Lei non credeva più nel suo amore ma, alla fine lei ebbe un’idea per metterlo alla prova: sarebbe andato con Dolores che le aveva chiesto più volte di accompagnarla a Parigi. 

Il viaggio a Roma. A Fiumicino Dolores proseguì per la Francia, mentre Alex andò a cena con i colleghi meteorologi di Roma. Alla fine della conferenza tuttavia lui si sentì male, aveva avuto la visione che Dolores stesse per morire. Il collega Francesco lo trovò accasciato davanti ad una immagine di Parigi.

La generosità dei semplici. Francesco lo accompagnò in aeroporto, ma non c’era posto, il primo volo disponibile era in serata. Un giovane tunisino lo vide preoccupato e si confidò con lui, poi gli cedette il suo biglietto, così arrivò a Parigi appena in tempo.

Il dramma di Dolores. Dolores era seduta sulla tomba di Julien, con la pistola in pugno per suicidarsi. A Parigi, Etienne l’aveva accompagnata al cimitero e poi a casa sua. Adesso il vecchio viveva solo nel ricordo del figlio, tormentato da un dilemma: cosa aveva distratto il figlio al momento dell’incidente. Nel cassetto della scrivania c’era la sua pistola, lei l’aveva presa con l’intenzione di farla finita, non ce la faceva più a nascondere quel segreto.

La profanazione. Ma mentre lei parlava, Alex era distratto da una cosa che Dolores non aveva notato, la tomba di Julien era stata profanata, il corpo squartato e gli intestini rovistati.

L’intrigo internazionale. Avvertirono subito Etienne e la Polizia e in pochi minuti, partì una inchiesta sul trasporto della droga e sui controlli doganali nei voli con aerei privati, che li tenne tre giorni sotto interrogatorio. Alla fine si trovò, nascosto in un dente di Julien, il microfilm con l’altra metà del discorso, contenente importanti segreti su ciò che era avvenuto dentro l’ambasciata. Subito dopo tutti furono rilasciati e i ragazzi partirono per Quito.

Il segreto. Sull’aereo Dolores gli confidò un segreto: lei era incinta. Alex rimase sconvolto da quella notizia, ma la vide come una punizione del Fato, alzò lo sguardo verso Dolores e le disse che: il bambino deve nascere.

 

Cap. 5 – Dolores – L’oltraggio, il perdono e la Speranza.   

L’addio a tutti sogni. Dolores era sola nella sua cella, pensava al suo futuro in quella stanza vuota. Ricordava la sua infanzia che lei aveva vissuto senza alcuna soddisfazione, ma solo con la Speranza di evadere da quel villaggio.

La vita in città. Poi conobbe Julien con il quale avrebbe potuto realizzare il suo sogno di andare a Lima, una grande città. Ma quel sogno si realizzò nel peggiore dei modi: in una angosciosa attesa di notizie dei sequestrati.

I pericoli della libertà. La vita delle grandi città non era fatta solo di divertimenti. Roberto, il Tupamaros che faceva l’intellettuale, viveva in un mondo fatto solo di Ipocrisia. E poi la violentò!

Quando tutto è perduto. Allora tutto sembrava perduto, Julien, il lavoro, l’amica, ed anche Alex che lei aveva amato in segreto, tutto era morto e sepolto. Quando si accorse di essere incinta, non sapeva se ciò fosse un altro dramma o una speranza, non sapeva se dirlo ad Alex, ormai non si vedevano più.

Il tormento dell’attesa. Ma poi arrivò la proposta di Estella di fare il viaggio a Parigi. Quella fu la Speranza!

Un uomo cambiato. A Parigi trovò Etienne pentito e cambiato. Viveva con la speranza di scoprire cosa avesse distratto il figlio quando fece quell’incidente e .... aveva una pistola pronta, forse voleva suicidarsi.

Il senso di colpa. Lei sapeva bene cosa aveva distratto Julien e quel senso di colpa la fece crollare. Prese quella pistola per farla finita lei.

L’altalena della Speranza. Poi è arrivato Alex ed ha impedito il suo suicidio, di nuovo la Speranza. Ma subito dopo il trauma della profanazione del corpo del fidanzato e l’angoscia dell’inchiesta. E infine il viaggio di ritorno, finalmente dice ad Alex del bambino quando ormai non spera più in nulla.

Il prezzo del peccato. La risposta di Alex tardò un paio di interminabili minuti.Nel frattempolei pensava dentro di se: ho peccato? Chi decide quando deve nascere un figlio? Poi finalmente Alex disse: Il bambino deve nascere. E quelle parole erano di nuovo la Speranza.

La forza della Speranza. Dall’oblò dell’aereo vidi la punta della Spagna e Santiago, per il resto del volo, pensai al Cammino. Sentivo il bisogno di quel sacrificio. Non pensai ad Estella e quello fu un peccato molto grave.

L’indifferenza uccide. Non vedevo l’ora di dirlo a mia madre, ma, nella nostra cultura, solo il padre poteva darmi il loro assenso. Andai da lui, mi scacciò e mi chiamò puttana. Il dolore mi rese folle. Volli fuggire dalla società e per qualche mese restai sola con il nonno, in una capanna.

I giorni della follia. Il nonno la portò vicino Esmeraldas, in una capanna dove dormire. Li ritrovò Pablo un suo amico di infanzia che ci aiutò. Poi  un giorno venne Etienne.

Il perdono. E infine arrivò Estella. Parlammo a lungo, Dolores ammise le sue colpe e mi svelò lo stupro subito e il fatto che non era stata lei a dare il mio indirizzo. Il destino era stato duro anche con lei. Estella capì che era solo colpa del Fato. Così mi abbracciò e mi perdonò.

 

Cap. 6 - Etienne – Lo sconforto, la Speranza e la delusione. 

Il tempo non torna mai indietro. Etienne non riuscì a preparare la valigia per andare a Santiago. Era agitato perchè sapeva che tra qualche mese doveva fare da testimone al matrimonio di Alex. Come sarebbe stato diverso, se il matrimonio fosse stato quello di Julien!

Il dolore dei giorni perduti. Ricordò quando Dolores venne a trovarlo a Parigi. Dopo la visita al cimitero, lui le mostrò la stanza del figlio. Poi lo strano rifiuto di lei a farsi accompagnare in aeroporto. E infine la telefonata e la macabra scoperta che la tomba era stata profanata.

L’Ipocrisia. La polizia, la nuova inchiesta, le accuse a lui di essere un corriere della droga. L’amarezza per i falsi amici, il caso politico, le Ipocrisie della gente sulle persone ricche.

Il ritrovamento del microfilm. E poi il ritrovamento del microfilm in un dente. La consapevolezza delle sofferenze del figlio. Il sentirsi coinvolto nella crisi diplomatica tra Francia e Perù, l’intervento del presidente peruviano e le nuove ipocrisie diplomatiche che scagionarono Etienne.

La verità può essere crudele. Quando i fidanzati andarono via, Etienne tornò a casa e si ritrovò da solo. Entrò in crisi, voleva suicidarsi, cercò la pistola, ma  non c’era più!  Volle conoscere le sofferenze del figlio, fece un viaggio in Giappone e seppe la verità sui giorni dentro l’ambasciata.

Il rimorso. Anche lui pensò che fosse tutta colpa del fato e sentì il bisogno di andare a trovare Dolores. Telefonò a Cotacachi ma Consuelo gli disse che Dolores era fuggita da casa ed era incinta.

Il dubbio e la Speranza. Il dubbio lo assalì, forse era figlio di Julien, per lui fu la Speranza che lo fece tornare a vivere. Prese il primo volo per l’Ecuador, arrivò a Guayaquil  e poi a Esmeraldas. Un certo Pablo gli disse che abitavano nelle capanne degli indios. Affittò un elicottero e andò a trovarli.

L’amara verità.  Parlò con il nonno, ma seppe che era figlio di Alex. Gli chiese se a distrarre Julien dalla guida fosse stato qualche comportamento di Dolores e il nonno, l’unico che sapeva, gli confermò la verità che lui aveva intuito da tempo. Etienne imprecò contro il destino, che aveva messo Alex fra loro due.

Un matrimonio senza amore. Ma il nonno gli confessò che Alex era all’oscuro dell’amore di Dolores. Lei lo aveva amato in silenzio da sempre. Per Julien aveva solo affetto e gratitudine perchè con lui poteva evadere da Cotacachi, ma non lo amava, tuttavia lo avrebbe sposato e avrebbe vissuto con lui da moglie fedele.

La natura può essere crudele. Etienne, pieno di rabbia, strattonò il nonno, ma non lottarono. Sentiva amore ed odio verso Dolores. Ma il nonno gli indicò la capanna e gli fece notare come lei stesse pagando a duro prezzo la sua colpa. Etienne si avvicinò alla porta, ma lei si mise ad urlare.

La gioia di poter perdonare. Etienne perdonò Dolores, salì sull’elicottero, prese un grosso pacco di banconote per darle a lei e cercare di consolarla, ma lei si mise ad urlare di nuovo. Etienne lasciò al nonno i soldi e tornò a Parigi.

 

Cap. 7 – Alex - Alex ed Estella iniziano il Cammino.    

A Natale inizia la vita. Il giorno di Natale, Pamplona era in festa. Ma i più elettrizzati erano loro due, che stavano festeggiando nel migliore dei modi. Erano ansiosi, ma fiduciosi in quel Cammino, avevano la Speranza nei loro cuori.

La forza delle determinazione. Ci incamminammo con passo deciso. Scrutavo Estella, la vedevo  appesantita, ma lei cercava di nascondere la sua stanchezza fisica, era determinata, mi spronava ad andare più veloce, non vedeva l’ora di arrivare a Santiago!

I primi segni propiziatori. La vigilia di capodanno erano già aSanto Domingo de la calzata. Cenarono in un ristorantino alla buona. Entrò un mendicante, Alex fu generoso e lui gli regalò un quadro, dicendo che era un buon augurio.

L’incidente. Era quasi mezzanotte, mentre tornavamo in albergo, lei cadde rovinosamente e perse i sensi. Aveva battuto forte la testa, sembrava morta. Ci accolsero i monaci del monastero, uno di loro disse che non aveva nulla di grave, ma intanto cercarono un medico.

I sentimenti dell’attesa. Alex era distrutto, un monaco gli indicò un piccolo altare e lo invitò a pregare. Rivide il momento della morte Julien, il suo viaggio a Roma e poi a Parigi. La notizia del bambino era stata un dramma, che lui aveva accettato. Ma il fato lo aveva colpito di nuovo: aveva perso Estella ed anche Dolores, che era fuggita da casa.

La fuga dalla realtà. Era di nuovo solo, a settembre decise di recarsi in Indonesia, per salvare le Tigri di Sumatra. Ma accadde un incidente aereo, lui era nella lista dei passeggeri e venne dato per morto. Non si dava pace perchè aveva ceduto il posto ad un indonesiano che ne aveva bisogno, come aveva fatto il tunisino a Fiumicino, ma quel poveretto era morto al posto suo.

Il Fato decide per noi. A Quito arrivò la notizia della sua morte e questo destò Estella dal suo torpore, si era accorta che lei lo amava ancora, sopra ogni cosa. Così, finalmente, la telefonata che lui le faceva ogni settimana, non andò a vuoto. Per lui fu di nuovo la Speranza.

Il miracolo. Era quasi l’alba del nuovo giorno, ormai quell’anno così funesto era passato. Finalmente arrivò il medico, visitò Estella e rassicurò tutti, lei era solo svenuta e ... era incinta.

 

Cap. 8 - Estella – l’alba del nuovo anno   

La vita che nasce. Estella si svegliò ed Alex le diede la bella notizia. Lei scoppiò in lacrime di gioia, come era accaduto al momento in cui aveva saputo che Alex non era sull’aereo caduto in Indonesia. Allora si era resa conto che l’amore era più forte della stessa vita.

Un compromesso per non morire. Il monaco le diede una speciale benedizione. Lei raccontò con quale stato d’animo si era decisa a parlare con Dolores. Dal suo ritorno da Parigi non aveva saputo più nulla di lei e di Alex. Voleva sapere se si erano sposati, chiedere se potevano restare amici, fare da “zia” al loro bambino.

Il viaggio della Speranza. Andò a Cotacachi, ma seppe che lei era scomparsa perchè in lite col padre. Andò ad Esmeraldas trovò Pablo e le disse che abitavano nelle capanne degli indios. Quando la trovò, era seduta su una panca e guardava verso il mare.

Rancore o perdono? Il nonno le raccontò che era caduta in una forte depressione, ma sulle guance di Dolores apparve una lacrima. Il nonno raccontò che Etienne era venuto a trovarli.

L’idea geniale. Estella le espose la sua nuova idea, Alex avrebbe sposato Dolores e lei avrebbe fatto volentieri da “zia” a quel loro bambino. Dolores accettò e l’indomani Estella tornò a Quito.

L’amicizia al posto dell’amore. Il giorno dopo, la telefonata che Alex faceva ogni settimana non andò a vuoto. Estella rispose e gli raccontò di lei e di Dolores, gli spiegò la sua idea e disse che, quando sarebbe tornato, sarebbero andati assieme a trovarla.

Obbedire alla forza del destino. Alex non era felice, ma obbedì alla forza del destino. Il giorno dopo prese l’aereo e tornò a Quito. Quando arrivarono a casa di Pablo, lui non c’era e il tempo era in tempesta. Andarono con un motoscafo, ma trovarono la barca di Pablo naufragata. Il nonno era morto, Pablo era ferito e Dolores aveva perso le acque.

La tragedia del Nino. Caricarono tutti sulla barca. Appena giunti in ospedale, Dolores e Pablo furono subito ricoverati d’urgenza, il nonno invece fu portato in un’altra sala per l’accertamento della morte.

Il dolore e la Speranza. Alex e Estella restarono un paio di minuti a guardarsi negli occhi, volevano dirsi tante cose, ma non riuscivano a dire nulla. Ad un tratto un medico si affacciò alla porta e rassicurò loro sulla salute di Dolores, ma il bambino non era stato possibile salvarlo.

Il Fato decide ogni cosa. I due si strinsero con dolore ma anche con amore. Il destino aveva intrecciato le loro vite in modo indissolubile, volevano gioire, credere nella Speranza, ma il pensiero di Dolores li bloccava.

 

Cap. 9 – Dolores - Dolores sogna che Estella ha avuto una brutta caduta  

Sogni e realtà. Quella notteDolores sognò che Estella