È un brano del libro: “La danza dello sciamano” di Alfio Giuffrida
Si trova in libreria oppure on line: http://www.booksprintedizioni.it/libro/romanzo/la-danza-dello-sciamano
I libri di Alfio Giuffrida fanno parte del filone letterario  VERISMO INTERATTIVO, in cui il lettore può diventare “Protagonista” del romanzo commentando le discussioni aperte nel FORUM di questo sito, sui vari argomenti di attualità inseriti nel testo.

Quando mi resi conto che anche la guerra era finita e che la mia vita da barbone non poteva durare ancora a lungo, mi rifugiai in Mongolia, usando il nome ed i documenti di un viandante che avevo trovato morto dal freddo su una strada deserta.

Stetti con quella identità alcuni anni, ma era una situazione pericolosa, qualcuno poteva accorgersi della falsità dei documenti, così mi rifugiai in altri stati e stetti in posti dove nessuno poteva conoscermi.» 
Il volto di Laura era livido e smorto, nel suo corpo non c’era più neanche un filo di sangue che potesse colorare le sue gote. Avvertiva dei brividi freddi che scendevano giù dalla schiena e arrivano alle gambe, si sentiva paralizzata, non riusciva né a pensare né a parlare. 
Alex era rimasto incredulo a quelle azioni che il vecchio aveva raccontato. Così come, qualche tempo prima, non era riuscito a capire come quella sua strana danza avesse potuto guarirla dal veleno del ragno. Eppure tutto era accaduto li, sotto i suoi occhi! Non poteva avere dei dubbi! Tuttavia, visto il momento di pausa, volle prendere la parola e chiedere al vecchio come aveva fatto a simulare la sua morte. 
«Certo devi aver avuto un bel coraggio a fingerti morto.» disse il meteorologo con il tono di chi si aspetta di vedersi svelato un segreto, come quello con cui un illusionista attira il suo pubblico. «E se avessero scoperto che il tuo cuore batteva ancora? Non hai pensato che avrebbero potuto ucciderti realmente e che per te sarebbe stata la fine?» 
«Non mi sono finto morto,» rispose Aldyr senza alcun cenno di risentimento che, in quella circostanza, poteva essere più che giustificato. «Quando mi hanno sepolto al cimitero “ero effettivamente morto!”. 
La mia anima si era trasferita altrove e il mio cuore non batteva più. So bene che per un comune mortale questo può sembrare assurdo, ma per noi sciamani tutto ciò è possibile. Nella nostra storia sono avvenuti dei fatti ben più incredibili, rispetto ai quali un semplice “ritorno dal regno dei morti”, potrebbe sembrare un gioco da ragazzi. » 
Ma Alex lo guardava incredulo, per cui Aldyr si senti in dovere di raccontargli qualcosa di veramente strabiliante per saziare, almeno fin dove poteva, la sua fame di sapere. 
«Tra gli avvenimenti più spettacolari, si annovera quello dello “sciamano senza mascelle”. Questi fu un uomo realmente vissuto, di nome Syngaaga-Suoch che, nella sua lunga vita, fu ucciso in tre episodi diversi, ed ogni volta riuscì a ritornare in vita. 
La terza volta egli venne ucciso da uno psicopatico, fu fatto a pezzetti e poi bruciato. Ma, miracolosamente, lo sciamano risuscitò. Tuttavia quando fu aiutato a ricomporsi, non si trovarono più le sue mascelle e al suo posto gli furono inserite quelle di un vitellino appena nato. 
Questo sciamano visse ancora a lungo ed in punto di morte chiese di essere portato alle foci del fiume Botoma, in Siberia, dove morì. Ancora oggi, secondo la leggenda, gli abitanti di Botoma cercano di evitare che in quel luogo le mucche muggiscano, per timore che lo spirito dello sciamano risponda a quel richiamo.» 
Alex era combattuto tra il credere per fede a quella incredibile storia e il chiedere ulteriori spiegazioni. Ma l’uomo che aveva davanti a se aveva parlato seriamente e il suo sguardo incuteva il massimo rispetto. 
Tuttavia volle chiedere come aveva fatto a guarire la sua ragazza con una semplice danza. 
«Quella che tu hai scambiato per una danza, in realtà è una tecnica dell'estasi, durante la quale il celebrante trasferisce la sua anima agli inferi, dove si incontra con gli spiriti dei defunti. 
In quella sede lo sciamano siberiano domina gli spiriti senza subirne la possessione. Il suo com
pito è quello di allontanare gli spiriti maligni e attirare quelli benefici. Il risultato può essere quello della guarigione del malato, oppure …….