Per gentile concessione dello scrittore Antonio Crasto

La religione egizia si è sviluppata in varie migliaia di anni, dal periodo pre-diluviano (precedente il Diluvio Universale del 5.500 a.C.), all’Età pre-dinastica (5.500 – 3.850 a.C.) fino al periodo faraonico (3.850 – 30 a.C.).
Occorre sottolineare poi come l’Egitto si sia formato con il contributo di varie genti, che sicuramente avevano le loro tradizioni e la loro religione. Fino al periodo faraonico l’Egitto non fu una nazione unita e anche dopo l’inizio della I dinastia i vari Centri sacerdotali hanno elaborato teorie filosofiche differenti.

I miei studi, concretizzatisi nel saggio DENDERA – La sacra terra della dea, hanno evidenziato: 
- la credenza di un unico dio creatore “Colui che si è fatto da se”;
- l’esistenza iniziale di un brodo o oceano primordiale, personificato dal dio Nun;
- l’esistenza di otto entità, a due a due contrapposte, maschili e femminili;
- l’esistenza di un’energia primordiale, corrispondente alle forze primordiali, quale la forza di gravità, personificata dalla dea Hathor;
- la creazione degli astri dell’Universo e in particolare del Sistema solare;
- la creazione del Sole e successivamente dei “figli” del Sole maschile e del Sole femminile, Hathor;
- la creazione di una serie di otto e successivamente di dodici divinità principali, associate a due successive configurazioni del Sistema solare. 

All’inizio dell’Età dinastica fu creata una nuova religione, il Mito di Osiride, in cui furono ideati degli dèi sincreticamente collegati ad alcuni vecchi dèi della religione stellare.
Il Mito di Osiride fu creato come allegoria del Diluvio Universale e per giustificare l’origine divina dei faraoni, nuovi Horus come Horus figlio di Iside e Osiride a cui fu concesso di regnare sull’intero Egitto.
La religione di Osiride aveva anche un risvolto morale, in quanto Horus figlio di Iside aveva avuto il sopravvento sul cattivo zio Seth.
Questo aspetto morale obbligò i faraoni a comportarsi bene, rispettando l’armonia celeste e terrena personificata dalla dea Maat, figlia del Sole Ra.
L’anima del faraone morto doveva sottoporsi al giudizio degli dèi alla presenza di Osiride “Pesatura dell’anima”, cosi da ricevere la giustificazione per una trasfigurazione celeste.
Oltre a queste religioni i vari Centri sacerdotali idearono dei miti, per sottolineare alcuni aspetti della loro tradizione.
A Iwn / Heliopolis fu ideato il Mito di Atum  e della sua discendenza (Enneade), mito che, a mio parere, vuole essere una descrizione allegorica dello sviluppo dell’Umanità.
Atum avrebbe rappresentato l’Umanità dell’Era zodiacale del Leone, vissuta in una lontana Madreterra. La prima coppia gemellare, Shu e Tefnut, e la seconda coppia gemellare, Geb e Nut, avrebbero rappresentato due fasi dell’Era zodiacale dei Gemelli. Queste due fasi si sarebbero concluse con due immani catastrofi.
Seguì una breve e nuova fase degli dèi caratterizzata dalla nascita miracolosa di Osiride, Horus l’antico, Seth, Iside e Nefti. 
Questa fase fu interrotta dal Diluvio Universale e la nascita del semidio Horus figlio di Iside.
Nel Centro sacerdotale di Menphy fu creato il dio Phtah. Questa divinità era inizialmente il protettore degli artigiani, quindi assunse un aspetto creativo, legato alla creazione della nuova terra fertile legata alle inondazioni del Nilo. 
L’iconografia di Phtah è però complessa. Il dio viene rappresentato mummificato, come se, al pari di Osiride, abbia rappresentato anche la morte della città di Menphy (città antica distrutta da una inondazione del Nilo). 
In tarda età questi attributi di Phtah portarono alla creazione della teologia Menfita, forse in contrapposizione a quanto scritto dagli Ebrei nella Bibbia. 
Phtah divenne così un dio Creatore dell’Universo, che avrebbe creato artigianalmente le forme degli uomini e degli animali, dando loro vita con la parola, pronunciando il loro nome. 
Si potrebbe ancora parlare dei Centri sacerdotali dell’Alto Egitto e degli dèi Khnum e Atum, ma non allunghiamo troppo il “brodo primordiale”.

Commento di Alfio Giuffrida 
Antonio Crasto, laureato in fisica e Ufficiale del Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare. In servizio abbiamo passato lunghi anni assieme a prevedere il tempo, in pensione, la stessa passione: scrivere dei libri con cui comunicare al pubblico le nostre idee e le nostre esperienze. 
Il “Verismo Interattivo” aggiunge a questo la possibilità che il lettore diventi egli stesso un protagonista, commentando le discussioni innescate dai libri, nella pagina Forum di questo sito. 
Studioso di Egittologia, Antonio Crasto ha scritto i seguenti saggi:
-          HASSALEH – L’OCCHIO DI HORUS. Manetone aveva ragione! 
-          DENDERA – La sacra terra della dea; 
-          I Mitanni alla corte dei faraoni (di prossima pubblicazione) 
Sul suo sito www.ugiat-antoniocrasto.it i sunti dei primi due saggi e molti articoli di approfondimento.
Su Facebook, Antonio Crasto amministra, con notevole successo, il gruppo HASSALEH – L’OCCHIO DI HORUS