Un Bambino e un cane -  Racconto breve  -  4 gen. 2013
di Alfio Giuffrida – Editore: Amazon – Genere: Racconti brevi illustrati –
Collana: Verismo Interattivo - ASIN B00B4Y8MUQ -

Disponibile solamente in Formato Ebook. - Si acquista on line sul sito  http://t.co/L1oZOWLK  
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Presentazione

Chicco è un bambino solitario, che ha bisogno di affetto. Passeggiando per Ostia vede una bottega dove vendono cani. Quando vede Buck è amore a prima vista. Ma Buck non può correre come gli altri cani, ha una gamba difettosa! Per lui è difficile conquistarsi un «padrone», non può giocare come gli altri cani ed ha bisogno di essere compreso. Ma Chicco è il suo amico giusto, perché lui sa comprenderlo. Una storia commovente che …. Potrebbe essere vera. L’ebook è corredato da numerose foto che rendono le poche pagine del racconto scorrevoli e interessanti. Adatto ai bambini che si divertono giocando ad aprire le figure sui tablet.

Come è nata la storia di Chicco 

Quando ho iniziato a scrivere “Chicco e il cane” avevo bisogno di una storia interessante sulla quale costruire il racconto. Inizialmente stavo adattando la storiella, che avevo trovato su internet, di un bambino con una malformazione fisica ad una gamba, che sceglie come suo compagno un cane “che lo può capire”, perché anche lui a difficoltà a correre come gli altri.
Ma poi ho voluto inserire anche in questo libro l’invito ad avere fede nella “Speranza”, per cui avevo bisogno di una malformazione che, almeno in teoria, potesse guarire. Per una malformazione fisica l’unico modo per guarire è “un miracolo”. Io sono credente e la storiella di “Carta, penna e calamaio” può essere un motivo con cui ho invitato le persone a riflettere. So inoltre che sui
miracoli c’è un’ampia letteratura, ma è troppo al di sopra delle mie cognizioni, per cui, come disse Dante, ho fatto “ il gran rifiuto”. In pratica non me la sono sentito di portare alla ribalta, sul mio filone letterario VERISMO INTERATTIVO, un argomento molto delicato (i miracoli), sul quale non è che non credo, ma non sono preparato.

Sul libro “Chicco e il cane” ho quindi inserito un altro argomento, ma la storia del bambino, con una gamba di legno, che cerca la comprensione di qualcuno che è come lui, era rimasta come una bella marionetta che si era addormentata, mentre il suo teatro di burattini era partito per un’altra città. E lei si era trovata, bellissima, ma sola. E allora ho voluto dedicarle un po’ di spazio, pubblicando questa storiella, che avevo adattato al meglio delle mie possibilità, come un racconto breve, con l’augurio che possiate leggerla e …. pensare un attimino a Chicco e a Buck come a due “persone” che, pur se colpite dalla sfortuna, hanno avuto la possibilità di aiutarsi a vicenda per trascorrere una vita felice e serena.

IL RACCONTO COMPLETO
Chicco viveva ad Ostia, era un bambino di circa 8 anni. Stava sempre solo perché non aveva amici con cui giocare. Era taciturno, non aveva fratelli né amici, i genitori erano sempre al lavoro, eppure …  aveva un gran bisogno di affetto.
Nella società lui si sentiva “diverso”, vedeva che gli altri bambini correvano e giocavano, si divertivano tra loro, ma lui non se ne curava, non aveva voglia di mettersi in mezzo a loro: sentiva solo la necessità di avere qualcuno a fianco a se che lo capisse nelle sue esigenze, ma non trovava nessuno. Voleva un amico di cui fidarsi totalmente, uno solo, ma di assoluta sincerità. 
Un giorno, mentre tornava da scuola, passando davanti ad un negozio di animali, vide un cartello con la scritta: "si vendono cuccioli". Dietro la vetrina ce n’erano quattro dentro una grossa scatola di cartone che, appena lo videro, appoggiarono le zampette sul bordo e si sporsero a guardarlo, con le loro faccette vogliose di essere presi.
Il bambino entrò nel negozio e chiese al proprietario: “quanto costano questi cuccioletti?”. Il padrone lo guardò distratto, poi rispose, continuando il suo lavoro di sistemare alcune scatole: “Cinquanta euro l’uno”. Il bambino estrasse il suo portamonete e contò i soldi che aveva, erano solo 12 euro. L’uomo lo guardò e sorrise con tenerezza, poi si accovacciò davanti a lui e gli disse: “se vuoi, ho anche qualche altro cagnolino, che costa meno”. Girò la testa verso il retrobottega e pronunciò un nome. 
Dal retro arrivarono di corsa altri due cuccioli e, poco dopo, un altro ancora, che zoppicava ed era rimasto indietro rispetto ai suoi fratelli. I suoi occhi tuttavia erano vispi come quelli degli altri cuccioli, esprimevano, forse più degli altri, un grande desiderio di dare e ricevere affetto. Il bambino lo guardò e ne rimase colpito. Si rivolse al padrone e chiese se fosse lui «Ciak», il cane che aveva chiamato. «No» rispose l’uomo, scuotendo la testa, «lui è Buck. Ma come vedi lui non può correre, ha una zampa difettosa.»
"Cosa gli è successo?" chiese il bambino al commerciante con voce ansiosa. L'uomo gli spiegò che quel cucciolo era nato con una zampetta più corta delle altre e che sarebbe rimasto zoppo per sempre. Il bambino si girò ed incrociò di nuovo lo sguardo del cane. Fra loro due scattò subito un’intesa particolare. «Vorrei comprare proprio Buck, questo cagnolino ha bisogno di affetto,» disse al padrone con voce affannata, desiderosa di ricevere una risposta affermativa su qualcosa a cui teneva molto, «ma ho solo 12 euro. Il resto potrò pagarlo a rate, 2 euro a settimana che potrò mettere da parte dalla mia paghetta.» 
L'uomo lo guardò commosso e gli rispose: «Non ti preoccupare, non dovrai comprarlo! Se lo vuoi veramente te lo regalo e, se un giorno ti stancherai di lui, potrai portarlo indietro e io lo riprenderò!». Il bambino rimase sorpreso e, guardando l'uomo diritto negli occhi, gli disse: «Non voglio che lei me lo regali: vale tanto quanto gli altri cagnolini e io le pagherò il prezzo intero.
Se è d'accordo le darò subito i miei 12 euro, il resto lo pagherò a rate, per come le ho detto». L'uomo lo guardò con aria pensierosa, da buon padre di famiglia, poi continuò: «Vedo che ti sei affezionato a questo cagnolino, ragazzo, ma è mio dovere avvertirti di una cosa.
Lui non sarà mai in grado di correre, di saltare e di giocare come gli altri cagnolini! Forse un giorno ti stancherai di stare sempre indietro agli altri bambini per aspettarlo, lo guarderai di nuovo e vedrai una faccetta stanca e affaticata, ma nonostante le tue incitazioni, lui non potrà fare di più, resterà sempre indietro rispetto agli altri suoi simili. Ma nonostante questo continuerà a vivere ed avere bisogno della persona a cui si è affezionato, mentre tu potresti stancarti di lui.» 
Il bambino capì che le parole che quel signore aveva detto erano vere per molti, ma non per lui. Si piegò in avanti ed arrotolò la gamba sinistra dei suoi pantaloni, scoprendo il pesante apparecchio metallico che univa la sua scarpa finta al moncone del suo ginocchio. Poi si rivolse di nuovo all'uomo e gli disse: «Questo non importa, anch'io non posso correre e il cagnolino avrà bisogno di qualcuno che lo capisca!». 
L'uomo rimase commosso ed allibito da quel gesto e dalle parole compite che quel bambino aveva pronunciato. Ingoiò un grosso grumo di saliva e si morse le labbra, impietrito dalla enorme gaffe che aveva fatto, mentre i suoi occhi si riempirono di lacrime. Poi allungò la sua mano tremante, come se chiedesse il permesso di accarezzarlo sulla fronte, sentendosi piccolo di fronte a quel GRANDE. Si asciugò gli occhi e disse: «Ragazzo mio, oggi mi hai insegnato tante cose. Mi auguro che tu possa dare a tutti la lezione di vita che oggi hai dato a me e spero davvero che ciascuno di questi cuccioli trovi un padrone come te."
Al mondo esistono molti bambini come Chicco, con difetti fisici di vario genere ed altrettanti cani che non possono correre come gli altri. Forse molti di loro avranno incontrato il loro Buck e con lui hanno vissuto una storia molto simile a quella che abbiamo raccontato.