È un brano del libro: “La danza dello sciamano” di Alfio Giuffrida

Si trova in libreria oppure on line: http://t.co/L1oZOWLK I libri di Alfio Giuffrida fanno parte del filone letterario  VERISMO INTERATTIVO, in cui il lettore può diventare “Protagonista” del romanzo commentando le discussioni aperte nel FORUM di questo sito, sui vari argomenti di attualità inseriti nel testo.

Da qualche anno, in TV sono aumentati a dismisura i programmi che parlano di MIRACOLI, di ANGELI o comunque di eventi che hanno qualcosa di soprannaturale e che noi possiamo credere solo per FEDE! Ma sono anche aumentati i casi di PEDOFILIA ad opera di prelati. Credere è diventato difficile, inoltre cosa sappiamo di altri Misteri come il “Sang Real” o il “Priorato di Sion”? nel brano che segue, tratto da  “La danza dello sciamano” si fa cenno a quei documenti storici di cui abbiamo sentito tanto parlare, ma che nessuno ha mai letto.

 

«Una volta avevo sentito dire», riprese Luca togliendosi il sigaro dalla bocca e tenendolo tra l’indice e il medio, «di un libro nel quale si diceva che, secondo una recente interpretazione, il termine “Santo Graal” deriverebbe da "Sang Real", ovvero il sangue della discendenza di Gesù, sposato con Maria Maddalena.  
Alex non sapeva di quel libro, tuttavia, essendo libero di uscire e andare dove voleva, lo pregai di informarsi, quando era in giro per le strade di Roma, se effettivamente esisteva un testo che spiegasse se il Santo Graal fosse la coppa utilizzata da Cristo nell’ultima cena, oppure quel nome significasse qualche altra cosa.

Ed effettivamente, la prima volta che tornò in Italia, Alex si informò in una libreria, ma tornò a mani vuote perché non avevano saputo dargli l’indicazione esatta.

Lo pregai di provare ancora, così, nel week end successivo, andò dritto ad Ostia, dove egli viveva ed aveva le sue amicizie. Li andò a colpo sicuro e volle parlare direttamente con Antonio, un suo amico di vecchia data, proprietario della libreria “Punto e virgola”.

Il professionista fece una ricerca con il suo computer e in pochi minuti trovò il titolo e gli autori. Vide che non lo aveva in libreria, ma avrebbe potuto ordinalo facilmente.

La settimana successiva il libro fu nelle mani di Alex, che me lo portò gonfio si soddisfazione per aver trovato il testo che cercavo, anche se era dubbioso sulla veridicità del suo contenuto.

Nei giorni successivi lo lessi con attenzione, in esso era riportato che la Maddalena, subito dopo la crocifissione di Cristo, sarebbe fuggita dalla Palestina su una barca, assieme ad altre donne.

Dopo un lungo peregrinare, Ella sarebbe approdata in Provenza assieme al figlio avuto da Gesù.

In quella terra, alla foce del Rodano, avrebbe poi raggiunto la tribù dei Franchi, che non sarebbero altro che i discendenti della tribù ebraica di Beniamino, profughi da Gerusalemme al tempo della diaspora.

Da essi sarebbe poi sorta la dinastia dei Merovingi, i primi Re dei Franchi che, proprio grazie a questa origine avrebbero avuto l'appellativo di re taumaturghi, ovvero guaritori, per la loro facoltà di guarire gli infermi con il solo tocco delle mani, come il Gesù dei Vangeli.»

Nel frattempo che diceva queste parole, Luca osservava Adelmo per vederne le reazioni, per capire, dalla sua espressione se quel che lui diceva erano degli enormi spropositi o dei ragionamenti degni di nota.

Il prelato dal lato suo era serio ed imperscrutabile, con le sopracciglia aggrottate, assorto in un impegno profondo, come colui che sa cosa dire, ma sa anche di avere un compito difficile da assolvere.

«Tuttavia questa teoria non è stata mai avallata dalla Chiesa,» continuò Luca, dopo una tirata di sigaro ed un lungo sospiro, «ma neanche contraddetta con prove schiaccianti.

Inoltre essa è venuta a galla solo dopo la scoperta di alcuni documenti segreti sulla storia di Cristo, rinvenuti casualmente ad Orleans alla fine della seconda guerra mondiale.

Allora perché la Chiesa non ne ha mai parlato prima? Forse ha voluto ignorare l’ipotesi che Gesù avesse avuto effettivamente una moglie e dei figli, in quanto il Cristianesimo prevede che voi preti non potete sposarvi? E perché tutto questo?

Penso che il matrimonio non c’entri niente con la missione che i religiosi devono svolgere.

Vedo che i sacerdoti di altre religioni, anche molto vicine alla nostra, possono sposarsi regolarmente, eppure tutto funziona bene. Forse una persona sposata e con dei figli, può capire meglio i veri problemi della famiglia. In effetti, il periodo della predicazione di Gesù e quello immediatamente successivo alla sua crocifissione, furono caratterizzati da una sequenza di eventi storici pieni di misteri.

   Da sempre si favoleggia di misteriosi dossier segreti che il Vaticano custodirebbe nei propri archivi. Ma esistono veramente queste testimonianze antiche che, se divulgate, potrebbero cambiare la storia del mondo?

Sicuramente la possibilità di leggerli liberamente ed integralmente, potrebbe dare un enorme contributo alla conoscenza storica dei fatti mentre, se è vero quanto molti affermano, il loro contenuto è noto solo in piccola parte. Sembra infatti che l’accesso ad una parte di essi si verificò solo agli inizi del 1800, quando Napoleone Bonaparte impose al Papa anche la consegna delle chiavi di tutti gli archivi presenti in Vaticano.

Quella breve apertura svelò tuttavia alcuni eventi di cui non si aveva notizia o si era persa ogni traccia, come ad esempio l’esistenza del Priorato di Sion e dell’Ordine dei Templari oppure le carismatiche predicazioni di Pietro l’Eremita che portarono i potenti di tutta Europa ad indire la Prima Crociata.

Non pensa, Monsignore, che la chiesa dovrebbe chiarire, una volta per tutte, questo mistero?

Io credo che, se tali archivi segreti esistessero veramente, il poter accedere a queste notizie e poter discutere pubblicamente di questi argomenti, ingigantirebbe l’interesse sulla storia di Nostro Signore. Inoltre sono certo che rafforzando la conoscenza ne guadagnerebbe di sicuro anche la fede.  

Nonostante questi dubbi, la mia fede in Cristo non è stata mai scalfita da questi misteri. Vorrei solo che il Clero avesse la pazienza di rispondere ai dubi di ciascuno di noi con parole facili e con un linguaggio semplice. Non è questa una esigenza giusta e forse condivisa da molte altre persone?».

Nel frattempo che proferiva con forza queste frasi, il siciliano si accorse appena che le nubi si facevano sempre più scure e minacciose, i tuoni rimbombavano sempre più forti e più vicini.

Forse quel temporale, in cui tutti speravano come il risultato del progetto che avevano messo in opera da tanto tempo e con tanti sacrifici, stava per diventare una realtà. Luca quindi si affrettò a concludere il discorso che Adelmo gli aveva stimolato:

«Infine, visto che Sua Eminenza me lo ha chiesto, devo confessare che ci sono alcune regole, dettate dal Clero e non da Cristo, che non capisco e non condivido!

Ad esempio una cosa che non mi và giù sono le regole del perdono, così come sono state formulate, almeno per quanto ne abbia capito io.  

Voi dite che un delinquente, uno che ha ammazzato la moglie o qualcun altro, se si pente, può ottenere il perdono in confessione e tornare ad entrare in chiesa e ricevere la comunione senza alcun problema.

Ma come fate voi a sapere se quel pentimento è stato sincero oppure no? Se al processo è stato assolto solo perché ha saputo trovarsi dei buoni avvocati o peggio, perché ha corrotto i giudici? Se quel tizio ha mentito anche al confessore?

Al contrario io che sono separato, ufficialmente non potrei neanche entrare in chiesa e ricevere i sacramenti. Ma allora, secondo voi, che cosa avrei dovuto fare io con mia moglie, visto che non riuscivo più ad andare d’accordo con lei? Forse se l’avessi ammazzata e poi mi fossi pentito in confessione, adesso potrei di nuovo sposarmi in chiesa con tutti i sacramenti?».

La voce di Luca si era fatta forte ed agitata. Parlava, o straparlava, in modo alterato. Era evidente che quel problema gli stava molto a cuore, che gli avrebbe fatto piacere regolarizzare la sua posizione con Lucia e che avrebbe voluto farlo in modo solenne, in chiesa con tutti i sacramenti.

Adelmo capiva la rabbia di Luca. Lui lo conosceva da quando era giovane ed era stato al suo fianco anche nel periodo buio in cui si era separato dalla moglie. Sapeva bene a cosa alludeva il siciliano pronunciando quelle parole con rabbia e con risentimento.

Allora scosse la testa, prese una mano di Luca, la strinse tra le sue e stava per iniziare il suo lungo discorso, quando …….